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Defibrillatori

PROROGA DECRETO DEFIBRILLATORI

 

Il Ministro della Salute ed il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri hanno firmato l’atto ufficiale relativo alla proroga di sei mesi di entrata in vigore del decreto Balduzzi che diventerà così legge a partire dal 20 luglio 2016.

La notizia gira sui social da qualche giorno.

Nei giorni scorsi abbiamo seguito l’evolversi della situazione in attesa della comunicazione ufficiale del Governo.

È bene però chiarire alcuni aspetti.

  • Si tratta di una proroga.
  • Pertanto il testo della legge non verrà modificato.
  • Semplicemente entrerà in vigore sei mesi dopo cioè il 20 luglio 2016.

Sci nel CSI

Il comitato di Biella con la collaborazione del comitato di Aosta programma un campionato di sci in 3 prove, la 3a prova sarà valida anche per prova unica del campionato Regionale Piemonte Valle Aosta.

In allegato il regolamento e le date con i costi delle giornate in  programma.

Allegati:
Scarica questo file (SCI NEL CSI 2015 - 2016.pdf)SCI NEL CSI 2015 - 2016.pdf[ ]35 kB

Tennis Tavolo Singolo 2015 - 2016

 

TENNIS TAVOLO SINGOLO

Il Comitato C.S.I. di Cuneo indice ed organizza in collaborazione con il Coordinamento Pastorale Ragazzi, nell'arco della stagione sportiva 2015/2016 l’attività locale di tennis tavolo con la solita formula a concentramenti di gennaio – febbraio – marzo e aprile 2016

In allegato troverete il regolamento e il modulo di iscrizione per il secondo concentramento che avrà luogo il 21 febbraio 2016 presso la Palestra dell'ex scuola elementare di Cerialdo - Via San Pio X - Cuneo

La scadenza delle iscrizioni è prevista per giovedì 18 febbraio p.v. consegnando l´apposito modulo (in allegato) in sede in Via L. Bertano 25 a Cuneo -  via fax: 0171/693703 o via e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Vi aspettiamo numerosi!

LA COMMISSIONE TENNIS TAVOLO DEL C.S.I. DI CUNEO



Discorso del Santo Padre in occasione dell'incontro con le Società Sportive del CSI

Cari amici del Centro Sportivo Italiano!

Vi ringrazio per la vostra presenza – siete tanti! – e ringrazio il Presidente per le sue cortesi parole. È una vera festa dello sport quella che stiamo vivendo insieme qui in Piazza San Pietro, che oggi ospita anche dei campi di gioco. Ed è molto buono che abbiate voluto festeggiare il vostro settantesimo compleanno non da soli, ma con l’intero mondo sportivo italiano rappresentato dal CONI, e soprattutto con tante società sportive. Complimenti! Adesso manca solo la torta, per festeggiare il 70.mo compleanno!

Il saluto più grande è per voi, cari atleti, allenatori e dirigenti delle società sportive. Conosco e apprezzo il vostro impegno e la vostra dedizione nel promuovere lo sport come esperienza educativa. Voi, giovani e adulti che vi occupate dei più piccoli, attraverso il vostro prezioso servizio siete veramente a tutti gli effetti degli educatori. È un motivo di giusto orgoglio, ma soprattutto è una responsabilità! Lo sport è una strada educativa. Io trovo tre strade, per i giovani, per i ragazzi, per i bambini. La strada dell’educazione, la strada dello sport e la strada del lavoro, cioè che ci siano posti di lavoro all’inizio della vita giovanile! Se ci sono queste tre strade, io vi assicuro che non ci saranno le dipendenze: niente droga, niente alcol. Perché? Perché la scuola ti porta avanti, lo sport ti porta avanti e il lavoro ti porta avanti. Non dimenticate questo. A voi, sportivi, a voi, dirigenti, e anche a voi, uomini e donne della politica: educazione, sport e posti di lavoro!

È importante, cari ragazzi, che lo sport rimanga un gioco! Solo se rimane un gioco fa bene al corpo e allo spirito. E proprio perché siete sportivi, vi invito non solo a giocare, come già fate, ma c’è qualcosa di più: a mettervi in gioco nella vita come nello sport. Mettervi in gioco nella ricerca del bene, nella Chiesa e nella società, senza paura, con coraggio ed entusiasmo. Mettervi in gioco con gli altri e con Dio; non accontentarsi di un "pareggio" mediocre, dare il meglio di sé stessi, spendendo la vita per ciò che davvero vale e che dura per sempre. Non accontentarsi di queste vite tiepide, vite "mediocremente pareggiate": no, no! Andare avanti, cercando la vittoria sempre!

Nelle società sportive si impara ad accogliere. Si accoglie ogni atleta che desidera farne parte e ci si accoglie gli uni gli altri, con semplicità e simpatia. Invito tutti i dirigenti e gli allenatori ad essere anzitutto persone accoglienti, capaci di tenere aperta la porta per dare a ciascuno, soprattutto ai meno fortunati, un’opportunità per esprimersi.

E voi, ragazzi, che provate gioia quando vi viene consegnata la maglietta, segno di appartenenza alla vostra squadra, siete chiamati a comportarvi da veri atleti, degni della maglia che portate.

Vi auguro di meritarla ogni giorno, attraverso il vostro impegno e anche la vostra fatica.

Vi auguro anche di sentire il gusto, la bellezza del gioco di squadra, che è molto importante per la vita. No all’individualismo! No a fare il gioco per se stessi. Nella mia terra, quando un giocatore fa questo, gli diciamo: "Ma questo vuole mangiarsi il pallone per se stesso!". No, questo è individualismo: non mangiatevi il pallone, fate gioco di squadra, di équipe. Appartenere a unasocietà sportiva vuol dire respingere ogni forma di egoismo e di isolamento, è l’occasione per incontrare e stare con gli altri, per aiutarsi a vicenda, per gareggiare nella stima reciproca e crescere nella fraternità.

Tanti educatori, preti e suore sono partiti anche dallo sport per maturare la loro missione di uomini e di cristiani. Io ricordo in particolare una bella figura di sacerdote, il Padre Lorenzo Massa, che per le strade di Buenos Aires ha raccolto un gruppo di giovani intorno al campo parrocchiale e ha dato vita a quella che poi sarebbe diventata una squadra di calcio importante. Tante delle vostre società sportive sono nate e vivono "all’ombra del campanile", negli oratori, con i preti, con le suore. E’ bello quando in parrocchia c’è il gruppo sportivo, e se non c’è un gruppo sportivo in parrocchia, manca qualcosa. Se non c’è il gruppo sportivo, manca qualcosa.

Ma questo gruppo sportivo dev’essere impostato bene, in modo coerente con la comunità cristiana, se non è coerente è meglio che non ci sia! Lo sport nella comunità può essere un ottimo strumento missionario, dove la Chiesa si fa vicina a ogni persona per aiutarla a diventare migliore e ad incontrare Gesù Cristo.

Allora, auguri al Centro Sportivo Italiano per i suoi 70 anni! E auguri a tutti voi! Ho sentito prima che mi avete nominato vostro capitano: vi ringrazio. Da capitano vi sprono a non chiudervi in difesa: non chiudetevi in difesa, ma a venire in attacco, a giocare insieme la nostra partita, che è quella del Vangelo.

Mi raccomando: che tutti giochino, non solo i più bravi, ma tutti, con i pregi e i limiti che ognuno ha, anzi, privilegiando i più svantaggiati, come faceva Gesù. E vi incoraggio a portare avanti il vostro impegno attraverso lo sport con i ragazzi delle periferie delle città: insieme con i palloni per giocare potete dare anche ragioni di speranza e di fiducia. Ricordate sempre queste tre strade:

la scuola, lo sport e i posti di lavoro. Cercate sempre questo. E io vi assicuro che su questa strada non ci sarà la dipendenza dalla droga, dall’alcol e da tanti altri vizi.

Cari fratelli e sorelle, siamo alla vigilia di Pentecoste: invoco su di voi una abbondante effusione dello Spirito Santo, che con i suoi doni vi sostenga nel vostro cammino e vi renda testimoni gioiosi e coraggiosi di Gesù Risorto. Vi benedico e prego per voi, e vi chiedo di pregare per me, perché anche io devo fare il mio gioco che è il vostro gioco, è il gioco di tutta la Chiesa! Pregate per me perché possa fare questo gioco fino al giorno in cui il Signore mi chiamerà a sé. Grazie.

 

Al termine dell’incontro, il Papa ha aggiunto:

Adesso facciamo una preghiera in silenzio, tutti. Ognuno di voi pensi alla sua squadra, ai suoi compagni di gioco, ai suoi allenatori, alla famiglia. E preghiamo la Madonna perché benedica tutti: Ave o Maria, ...


Gradimento


arbitro-ok

Per le Società che a fine gara intendono pronunciare un parere sia positivo sia negativo, sull’arbitraggio ricevuto, da oggi è possibile attraverso la compilazione della seguente scheda di gradimento arbitrale, esprimere una propria opinione in forma ufficiale che a tutti gli effetti sostituisce in via definitiva le mail e le telefonate che i dirigenti e gli atleti tenevano con la segreteria, in relazione agli arbitraggi ricevuti.

Gradimento arbitrale espresso per il calcio “A11” “A7” “A5”

 

70 anni di CSI

L'angolo del presidente

La speranza Educativa

Papa Francesco, in una delle sue ultime omelie, ha parlato della «pazienza». «La pazienza – ha spiegato - non è rassegnazione, è un’altra cosa». Il Pontefice ha osservato ironicamente: «Sembra un invito a fare il fachiro», ma, in realtà, è un invito a essere pazienti, cioè saggi.

Dobbiamo far tesoro di questa preziosa indicazione, perché nel mondo di oggi, dove tutto deve essere veloce, immediato, facile, credo sia importante essere “pazienti”, in particolar modo nel campo educativo.

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